Systemback su Debian Stretch

 

Systemback su Debian Stretch

Systemback su Debian Stretch

Systemback è una applicazione indispensabile, che permette in modo grafico di effettuare un gran numero di cose. Da quello che ho letto non è più supportata, e siccome reputo questo tool valido, ho deciso di riprenderlo in mano e fare delle modifiche allo script per poterlo utilizzare su Debian 9 Stretch. Con Systemback si è in grado di ottenere:

  • Backup di sistema
  • Installazione dell'identico sistema con user e password diversi su altra partizione
  • Ripristino parziale o totale de backup
  • Creazione di immagine Live del proprio sistema
  • Creazione di immagini iso del proprio sistema

Scaricare Systemback

poi:

$ tar xvf Systemback_Debian_Stretch.tar.xz
$ cd Systemback_Debian_Stretch/
$ sudo ./install.sh

il programma andrà lanciato come root, ed in Mate sarà presente nel menu System Tools oppure da terminale:

$ systemback-sustart

 

Systemback su Debian Stretch

Systemback su Debian Stretch

enjoy 😉

 

Grub Customizer 5.0.6 su Debian Stretch

 

Grub Customizer 5.0.6 su Debian Stretch

Grub Customizer 5.0.6 su Debian Stretch

 

Per Installare Grub Customizer 5.0.6 su Debian 9 Stretch, e quindi andare a modificare in maniera semplice e veloce le opzioni di Grub 2, basta seguire questi semplici steps:

# apt-get install build-essential libssl-dev cmake libgtkmm-3.0-dev gettext libarchive-dev
$ wget https://launchpad.net/grub-customizer/5.0/5.0.6/+download/grub-customizer_5.0.6.tar.gz
$ tar xfv grub-customizer_*
$ cd grub-customizer-*
$ cmake . && make -j4
# make install

Grub Customizer 5.0.6 su Debian Stretch

enjoy

Notebook HP ENVY 15-k208nl e Debian Jessie

Notebook HP ENVY 15-k208nl e Debian Jessie

Notebook HP ENVY 15-k208nl e Debian Jessie

Notebook HP ENVY 15-k208nl e Debian Jessie. Ho appena preso questo Notebook HP ENVY 15-k208nl, e sto cercando di configurarlo in modo che tutto l'hardware funzioni. Per renderlo subito operativo bisogna installare subito un kernel recente ed alcuni pacchetti. L'output del comando lspci restituisce:

edmond@debianbox:~$ lspci
00:00.0 Host bridge: Intel Corporation Broadwell-U Host Bridge -OPI (rev 09)
00:02.0 VGA compatible controller: Intel Corporation Broadwell-U Integrated Graphics (rev 09)
00:03.0 Audio device: Intel Corporation Broadwell-U Audio Controller (rev 09)
00:14.0 USB controller: Intel Corporation Wildcat Point-LP USB xHCI Controller (rev 03)
00:16.0 Communication controller: Intel Corporation Wildcat Point-LP MEI Controller #1 (rev 03)
00:1b.0 Audio device: Intel Corporation Wildcat Point-LP High Definition Audio Controller (rev 03)
00:1c.0 PCI bridge: Intel Corporation Wildcat Point-LP PCI Express Root Port #1 (rev e3)
00:1c.1 PCI bridge: Intel Corporation Wildcat Point-LP PCI Express Root Port #2 (rev e3)
00:1c.2 PCI bridge: Intel Corporation Wildcat Point-LP PCI Express Root Port #3 (rev e3)
00:1c.3 PCI bridge: Intel Corporation Wildcat Point-LP PCI Express Root Port #4 (rev e3)
00:1c.4 PCI bridge: Intel Corporation Wildcat Point-LP PCI Express Root Port #5 (rev e3)
00:1f.0 ISA bridge: Intel Corporation Wildcat Point-LP LPC Controller (rev 03)
00:1f.2 SATA controller: Intel Corporation Wildcat Point-LP SATA Controller [AHCI Mode] (rev 03)
00:1f.3 SMBus: Intel Corporation Wildcat Point-LP SMBus Controller (rev 03)
08:00.0 Network controller: Intel Corporation Wireless 3160 (rev 83)
09:00.0 Ethernet controller: Realtek Semiconductor Co., Ltd. RTL8111/8168/8411 PCI Express Gigabit Ethernet Controller (rev 10)
0a:00.0 3D controller: NVIDIA Corporation GM107M [GeForce GTX 850M] (rev ff)

quindi per installare quello che ci serve bisogna abiitare i repository backports, quindi verificare il tipo di kernel a disposizione nei repo, poiche quello installato di default, 3.16.0-4, non basta per far funzionare il notebook in maniera sufficente. Al momento il kernel backportato è il 4.5.0-0.bpo.2-amd64:

# apt-cache search linux-image
# apt-get install -t jessie-backports linux-image-4.5.0-0.bpo.2-amd64 linux-headers-4.5.0-0.bpo.2-amd64 -y
# reboot

una volta avviato il notebook col nuovo kernel bisogna installare un po di pacchetti per far funzionare la scheda video intel, quella nvidia, quella audio e la scheda wifi:

# apt-get install -t jessie-backports xserver-xorg-video-intel firmware-realtek firmware-iwlwifi firmware-linux-nonfree firmware-intel-sound intel-microcode mesa-utils
# reboot

il passo successivo sarà quello di installare Bumblebee, per avere il supporto Nvidia Optimus:

# apt-get install bumblebee-nvidia primus
# dpkg --add-architecture i386
# apt-get update
# apt-get install bumblebee-nvidia primus primus-libs:i386

se si usa anche sudo aggiungere il proprio nome utente al gruppo bumbeblee:

sudo adduser $USER bumblebee
sudo reboot

per testare scheda intel:

$ glxgears -info

per testare scheda nvidia:

$ optirun glxgears -info

Notebook HP ENVY 15-k208nl e Debian Jessie.….continua…..forse 🙂

enjoy 😉

Come creare una Debian Live modalità UEFI

 

Come creare una Debian Live modalità UEFI

 

Guida su come creare una Debian Live in modalità UEFI. Questa guida non spiega le differenze tra Bios o UEFI, o tra MBR o GPT, poichè in rete si trovano esaustive spiegazioni, ma mi soffermerò su come crearsi una Debian Live in modalità d'installazione UEFI, dato che al momento non ci sono immagini ufficiali, o almeno credo. Ad ogni modo dato che io uso Mate come Desktop Environment, mi sono preparato una Debian Jessie Live UEFI personalizzata, con firmware-nonfree. La mia chiavetta viene identificata come /dev/sdb1, quindi:

sudo fdisk -l
sudo umount /dev/sdb1
sudo mkdosfs -F 32 -I /dev/sdb1
sudo mount /dev/sdb1 /mnt
cd /mnt
sudo apt-get install p7zip
sudo 7z x /percorso/del/file/debian-live-8.2.0-amd64.iso
sudo mkdir EFI && cd EFI && sudo mkdir BOOT
cd BOOT/
sudo wget https://svn.code.sf.net/p/edk2/code/trunk/edk2/ShellBinPkg/UefiShell/X64/Shell.efi
sudo mv Shell.efi Bootx64.efi
cd /mnt
sudo nano startup.nsh

ed incollare dentro:

live\vmlinuz initrd=live\initrd.img append boot=live components

salvare, e poi:

cd ..
sudo umount /dev/sdb1
sudo reboot

a questo punto dopo aver riavviato in modalita UEFI, apparirà una shell, e per avviare la Debian Live basterà premere ENTER oppure digitare:

startup.nsh

enjoy 😉

 

Creare una Debian Jessie Live persistente con firmware non-free

 

Creare una Debian Jessie Live persistente con firmware non-free

 

Guida su come creare una Debian Jessie Live persistente con firmware non-free, alla Debian way. Possedere una chiavetta usb con la propria distribuzione preferita può ritornare utile, sia come OS di riserva, live o installabile, sia come strumento di lavoro. Per avere un buon strumento di lavoro, bisogna però avere tutti i propri programmi preferiti, e per ottenere ciò bisogna creare una Debian Live in modalità persistente. Con la modalità persistente, si può installare tutto quello che serve e portarsi dietro i documenti preferiti,  ed addirittura la distribuzione può essere aggiornata, senza paura che al riavvio le modifiche vadano perse. Quello che serve come prima cosa è scaricare la Debian Live iso-hybrid, scegliendo anche il proprio Desktop Environment, ed alcuni pacchetti:

 

# apt-get install mbr syslinux p7zip

 

la mia chiavetta di 8G viene identificata come /dev/sdb, quindi la guida utilizzerà questa sintassi:

Inserire la chiavetta usb e verificare come viene identificata, la mia come /dev/sdb con 2 partizioni:

# fdisk -l
# umount /dev/sdb1
# umount /dev/sdb2

 

Formattazione:

# dd count=1 bs=512 if=/dev/zero of=/dev/sdb

 

Creazione tabella delle partizioni e di 2 partizioni, una in fat32 l'altra in ext4:

# parted /dev/sdb
(parted) mklabel msdos                                          
(parted) mkpart primary fat32 1 1536M                                  
(parted) mkpart primary ext4 1536 8G
(parted) set 1 boot on                                                   
(parted) q

 

Creazione filesystem:

# /sbin/mkdosfs -n live /dev/sdb1
# /sbin/mkfs.ext4 -L persistence /dev/sdb2
# mkdir /mnt/live
# mkdir /mnt/persistence
# mount /dev/sdb1 /mnt/live
# mount /dev/sdb2 /mnt/persistence
# cd /mnt/live
# 7z x /percorso_iso_scariicata/debian-live-8.2.0-amd64-mate-desktop+nonfree.iso

 

Modificare il file live.cfg inserendo le opzioni persistence e noeject:

# nano isolinux/live.cfg

dove la prima parte deve essere come sotto:

label live-amd64
        menu label ^Live (amd64)
        menu default
        linux /live/vmlinuz
        initrd /live/initrd.img
        append boot=live components persistence noeject quiet splash

 

Creazione del dispositivo usb bootable e della seconda partizione persistente:

# /sbin/install-mbr /dev/sdb
# syslinux -i /dev/sdb1
# mv isolinux syslinux
# mv syslinux/isolinux.cfg syslinux/syslinux.cfg
# mv syslinux/isolinux.bin syslinux/syslinux.bin
# cd /mnt/persistence
# echo / union > persistence.conf
# cd ..
# umount /mnt/live
# umount /mnt/persistence

A questo punto si può riavviare e provare la Debian Jessie Live persistente con firmware non-free. La prima cosa da fare volendo è quella di aggiornare il sistema per poi installare i propri programmi preferiti:

# apt-get update && apt-get upgrade -y

Utente e password di default sono: username=user password=live

 

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Disabilitare espulsione cd-rom allo shutdown su una Debian Live

 

 

 

Quando si usa un CD/USB Live, nel caso specifico una Debian Live, al momento dello shutdown appare la scritta " Please remove the disk , close the tray (if any) and press ENTER to continue ", praticamente il cd-rom viene espulso e si rimane bloccati fino a quando il tasto ENTER non viene premuto, L'idea su questa guida, mi è venuta in quanto qualcuno, dopo aver costruito una propria Debian Live personalizzata, mi ha riferito che aveva l'esigenza che il cd live rimanesse sempre inserito. Per ottenere il blocco dell'espulsione quindi, bisogna passare il parametro " noprompt " al kernel. Se si costruisce una Debian personalizzata con live build, basta usare ( non l'ho testato ma dovrebbe funzionare 🙂 ):

 

$ lb config --bootappend-install "noprompt"

 

Nel caso invece del cd Debian Live ufficiale, bisogna installare isomaster, che si trova nei repository, ed andare a modificare l'immagine iso, per poi ricostruirla. Praticamente bisogna modificare il file /isolinux/live.cfg, ed inserire l'opzione noprompt al menu Live:

 

label live
    menu label Live
    kernel /live/vmlinuz
    append initrd=/live/initrd.img boot=live config   quiet noprompt

 

enjoy 😉

Creare una Debian Live del proprio sistema

 

 

 

 

Esiste la possibilità di crearsi una Debian Live del proprio sistema, una copia esatta reinstallabile. Sull'utilità di crearne una si può anche discutere, nel senso che, l'immagine iso creatasi sarà molto grande per un sistema standard. Credo che abbia più senso per una Debian minimale, comunque:

 

$ mkdir live && cd live

$ lb config --bootstrap copy --debian-installer live

$ sudo lb build

 

enjoy 😉

Creare una Debian Live USB Persistente

 

 

 

 

Metodo per crearsi una Debian Live personalizzata, ma su USB con persistenza, e cioè con la possibilità di avere a portata di mano la nostra Debian Live, ma con la possibilità di fare e mantenere cambiamenti. Un esempio su tutti, è la possibilità di installare software successivamente, arrivando ad avere tutto quello che ci occorre, compresi i pacchetti di terze parti. Nell' immagine sopra si vede la mia chiavetta da 2G, dove 600MB circa risultano occupati dalla Debian Live installata, ed il resto è tutto spazio che servirà a salvare future configurazioni ed installazioni. A differenza della guida precedente, adesso sono su Debian Sid, preciso questo poichè ci sono alcune cosette diverse rispetto a live-build di Squeeze, ma soprattutto c'è qualcosa che non sembra funzionare (lb config –username, l'opzione persistent in contemporanea con lingua e tastiera ecc ecc), comunque niente di preoccupante, poichè quasi tutto si può rivedere e correggere dopo.

 

$ mkdir live && cd live

$ lb config -a i386 -b hdd --bootappend-live "persistent" --binary-filesystem fat32

$ lb config --distribution squeeze --debian-installer live -p "lxde"

$ lb config --hostname DebianLivebox --username user

 

le configurazioni già pronte si trovano in:

 

$ ls /usr/share/live/build/package-lists

 

Alcune aggiunte supplementari possono essere:

 

$ lb config --parent-mirror-debian-installer http://ftp.it.debian.org/debian/

$ lb config --mirror-bootstrap http://ftp.it.debian.org/debian/

$ lb config --mirror-binary http://ftp.it.debian.org/debian/

$ lb config --archive-areas "main contrib non-free"

$ lb config --linux-flavours "686"

 

inizio del processo di costruzione con:

 

$ sudo lb build

 

riversare l'immagine (img) sulla chiavetta USB:

 

$ sudo dd if=binary.img of=/dev/sdX

 

creare la seconda partizione:

 

$ sudo fdisk /dev/sdX

 

premere:

p

per vedere la tabella delle partizioni, e leggere la fine dei cilindri, relativa alla prima partizione.

 

 

poi in successione:

 

n

p

inserire il numero successivo come inizio di partizione, nel mio caso il 78, ed invio

invio

w

$ sudo mkfs.ext4 -L live-rw /dev/sdX2

 

a questo punto la Debian Live su USB con persistenza è pronta, e verrà montata in /live/cow. Comunque fare riferimento al man di lb_config e live-boot.

 

enjoy 😉

Creare una Debian Live personalizzata

 

 

 

Perche crearsi una Debian Live, quando sul sito si trovano gia pronte? Le risposte possono essere molteplici, ma secondo me i motivi fondamentali possono essere: la possibilità di includere nella propria Debian Live pacchetti o firmware che di default non ci sono, portare l'immagine a 600MB, rispetto ad 1,2GB di default, mantenendo sempre una live grafica, oppure addirittura portarla a 200MB con tutti i tools di rescue. Comunque come sempre fare riferimento al manuale.

 

# apt-get install live-build

 

esempio di configurazione:

 

$ mkdir live && cd live

 

$ lb config -a i386 --binary-filesystem fat32 --distribution squeeze --debian-installer live --archive-areas "main contrib non-free" --packages "gparted flashplugin-nonfree firmware-linux-nonfree lxde" --bootappend-live "locales=it_IT.UTF-8 keyboard-layouts=it"

 

per poi iniziare la costruzione:

 

# lb build

 

per testare il risultato, usare qemu oppure virtualbox:

 

# qemu -hda binary-hybrid.iso

 

enjoy 😉